
Soprattutto
Aprile 2004
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UNA MOGLIE FATALE |
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L'ATTRICE FRANCESE PROTAGONISTA CON MICHELE PLACIDO DI 'L'ODORE DEL SANGUE', UNA STORIA ESTREMA D'AMORE E MORTE CHE MARTONE HA TRATTO DA UN ROMANZO DI GOFFREDO PARISE
di Melisa Garzonio
Stupendo viso da tragedia greca: occhi cupi, magnetici, la bella bocca dalla piega amara, il portamento superbo: Fanny Ardant ha il physique du ròle per i personaggi tormentati. L'ultimo è quello di Silvia, una donna della sua età, 55 anni, una che, come lei, ha una masochistica predilezione per i rapporti morbosi, che fanno soffrire. Sposata da vent'anni con Carlo (Michele Placido), gli è devota come una geisha, ma quando scopre che lui ha una relazione con una ragazza di vent'anni, Lu' (Giovanna Giuliani) si abbandona a sua volta al tradimento con una ragazzo giovanissimo. Una sfida dopo l'altra, sempre nei panni di donne 'difficili' che giocano d'azzardo con la vita. Donne accecate dalla passione, divenute incapaci di distinguere il bene dal male, inesorabilmente attratte dal baratro. Come la tragica Signora della porta accanto che duettava d'amore e morte con Gérard Depardieu, l'amico da una vita, "amico e basta", non fidanzato come ha scritto certa stampa 'cattiva' dopo l'uscita nelle sale del loro film Nathalie. Fanny Ardant ha interpretato anche la drammatica Callas forever, suicida in un appartamento di Parigi, e l'amica insospettabile nel giallo con cadavere Otto donne e un mistero. Ammette di aver sempre avuto un rapporto esclusivo con i registi che `amano le donne'. Come François Truffaut, al quale fu molto legata, Alain Resnais, Franco Zeffirelli, Ettore Scola, François Ozon, e, adesso, Mario Martone che per il suo film L'odore del sangue, liberamente ispirato al romanzo più sofferto e scandaloso di Goffredo Parise (pubblicato postumo nel 1997, undici anni dopo la morte dello scrittore, e recentemente ripubblicato da Rizzoli), ha subito precettato la bella Fanny per il ruolo di Silvia. Una donna dalla fisicità sensuale che si abbandona come un agnello sacrificale alla violenza dei suoi uomini: Carlo, il marito, che come un aguzzino implacabile la ossessiona con domande esplicite sui suoi rapporti sessuali col giovane amante. E quest'ultimo, che nel film, come nel libro, non appare mai ma si materializza nelle perverse fantasie dell'uomo e nelle descrizioni dure e dirette di Fanny Ardant, che recita in un italiano perfetto in cui l'inflessione francese esalta la sensualità della voce: "Ma non è il sesso che le interessa, Silvia ha scelto quel ragazzo perché, senza saperlo, cerca la sua morte". Una parte che poche altre avrebbero avuto il coraggio di accettare. Invece l'adesione dell'Ardant, che scoprì il libro passando davanti alla vetrina di una libreria di Parigi e appena letta la storia se ne s'innamorò, è stata totale. Racconta infatti: "Il libro di Parise, con il suo bel viso stampato sulla copertina, che mi ha ricordato quello di François Truffaut, mi ha lasciato una profonda impressione. Soprattutto l'itinerario di Silvia, deviante rispetto ai consueti binari della razionalità e della saggezza. lo stessa sono una donna complicata, e preferisco il cinema che osa personaggi fuori dal consueto". Martone, dal canto suo, aveva già letto il libro nel '97 e lavorava da mesi alla sceneggiatura. "Un giorno", racconta "sono andato a trovare Giosetta Fioroni, compagna di Parise, che ne aveva voluto la pubblicazione, ed è stata lei a indicarmi Fanny Ardant". Una coincidenza? "Un segno del destino, piuttosto", sorride Fanny.
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