OBIETTIVO: Valutare, in un campione di pazienti immigrati extracomunitari, i fattori di rischio correlati alla infezione da HIV e la prevalenza di altre infezioni ad essa associate.
MATERIALI E METODI: Dal Gennaio 1995 al Dicembre 1998 sono stati seguiti presso l'Ambulatorio per Immigrati del nostro Ospedale 502 pazienti extracomunitari domiciliati nell'area del Comune di Torino. Ognuno di essi è stato sottoposto ad indagini sierologiche per ricerca di anti HBV, HCV, HIV, VDRL/TPHA, ad intradermoreazione alla Tubercolina (TST: PPD 5 U.I. s.c.); in caso di presenza di sintomatologia locale o di fattori di rischio noti per MST sono state effettuate indagini microbiologiche specifiche e Test di Papanicolau. Tutti i pazienti sono stati intervistati con l'ausilio di mediatori socio-culturali al fine di ottenere informazioni relative a fattori comportamentali a rischio. In particolare nei pazienti HIV positivi è stata valutata l'aderenza ai controlli programmati ed alla terapia antiretrovirale. Analisi statistica: le variabili di tipo quantitativo e quelle categoriche sono state analizzate utilizzando rispettivamente test non parametrici (Mann-Whitney, Wilcoxon) ed il test del c2, corretto secondo Yates e Fisher. L'analisi multivariata è stata eseguita utilizzando la regressione logistica multipla.
RISULTATI E CONCLUSIONI: La popolazione studiata comprendeva: 101 immigrati provenienti da paesi dell'Est europeo, 209 immigrati originari dell'Africa Sub-sahariana e 138 nord africani oltre a 42 sud americani e 12 di origine asiatica. L'età media era 29,9 ± 8 anni (R.: 14-75), il rapporto Maschi/Femmine 261/241. Il 14% dei pazienti (70/502), rappresentato in maggioranza da donne nigeriane (71%), è risultato anti HIV positivo (54 nigeriane su 209 immigrati dal Sub-Sahara -25%- erano infettate da HIV, mentre solo il 5% dei pazienti sudamericani e l'8% di quelli nordafricani lo erano). La percentuale di pazienti HIV positivi che possedevano regolare permesso di soggiorno è risultata del 36% (26/70), analoga a quella riscontrata nei controlli HIV negativi.
I principali fattori di rischio correlati alla infezione da HIV sono risultati: provenienza dalla Africa centrale (p<0,000005), appartenenza al sesso femminile (p<0,000002), età compresa tra 18 e 25 anni (p<0,02), basso livello di istruzione (p<0,00005), disoccupazione (p<0,00003), prostituzione o rapporti eterosessuali a rischio (p<0,000005), tossicodipendenza (p<0,0000005). Nel corso degli anni di osservazione non si è verificato un incremento percentuale nel numero di nuovi riscontri di positività per HIVAb. I pazienti HIV positivi risultano risiedere in Italia, al momento dell'esecuzione del test, da un tempo significativamente minore rispetto ai controlli negativi (p<0,01 per soggiorni inferiori ad un anno).
Non pare esistere correlazione tra stato di HIV positività ed infezione da virus epatitici, lue, TBC ed MST (tra le donne la prevalenza di CIN è pure risultata simile a quella delle HIV negative).
L'aderenza ai controlli clinici periodici dei pazienti sprovvisti di permesso di soggiorno risulta decisamente più bassa di quella dei soggetti che ne sono in possesso (p<0,0003). Nel corso degli ultimi due anni le pazienti nigeriane HIV positive hanno effettuato gli esami programmati e seguito le terapie consigliate con maggior regolarità che in passato (p<0,000005), ad indicare, forse, una nostra migliorata capacità gestionale nei confronti di queste pazienti.
Lo studio è stato finanziato nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerca sull'AIDS 1997 (ISS, accordo 60 A/1.19).
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