Nell' ambito di un progetto finalizzato ad interventi di educazione sanitaria in immigrati a rischio di contagio per AIDS/MTS, si e' reso opportuno l' inserimento nell' attivita' ambulatoriale di mediatori culturali che affiancassero il medico nel difficile compito della cura e prevenzione di quelle infezioni in cui la trasmissione e' strettamente legata al comportamento umano. E' stato strutturato un corso di formazione "sul campo", affinche' i mediatori fossero facilitati nell' apprendere e quindi potessero meglio svolgere nei confronti della propria etnia interventi mirati alla prevenzione / riduzione del rischio. A questo scopo si e' adattato il modello utilizzato per la riduzione del rischio nell' ambito dell' AIDS (AIDS Risk Reduction Model, ARRM) proposto da Catania JA e coll. nel 1990 (1).
E' emersa subito la necessita' da parte del docente di impadronirsi della cultura dell' "altro", allo scopo di insegnare nel modo piu' comprensibile quello che il discente avrebbe successivamente dovuto utilizzare negli interventi educativi rivolti alla propria etnia. Accanto a nozioni di tipo "tecnico", per cui ci si e' avvalsi di diversi specialisti (infettivologo, sessuologo, ginecologo), e' emersa la necessita' di insegnare la "capacita' di comunicare".
Per tale obiettivo l' apporto dello psicologo e dello psichiatra e' risultato determinante in quanto ha permesso di esplorare ed affrontare problematicita' relazionali e di comunicazione che l' infettivologo da solo non avrebbe potuto gestire nella "realta'" dell' ambulatorio. Gli interventi sono stati strutturati come segue:
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