GLI INTERVENTI SUL COMPORTAMENTO NELLA PREVENZIONE DELL' AIDS/MST IN SOGGETTI NIGERIANI
Ogadinma Uche-chi Ohaeri, S. Zucco, M. Busso, O. Lesioba*, M. Dotta*, ML. Soranzo
U. O. a. Malattie Infettive B, Ospedale Amedeo di Savoia, Torino
*Dipartimento di Igiene Mentale ASL 3, Torino

Obiettivo.
Definire il ruolo del mediatore culturale e valutarne l' efficacia in interventi mirati alla prevenzione/riduzione del rischio nell' ambito dell'AIDS/MST.

Materiale e Metodi.
Lo studio ha avuto luogo presso l' ambulatorio immigrati della U.O. a di Malattie Infettive B (Ospedale Amedeo di Savoia, Torino). Hanno partecipato 33 soggetti di etnia Nigeriana a rischio di contrarre o con patologia sessualmente trasmissibile (6 maschi e 27 femmine) che dal 01.02.1999 al 30. 05.1999 si sono presentati in ambulatorio ed hanno accettato di partecipare a interventi educativi sulla riduzione del rischio (Catania JA Kegeles SM, Coates TJ. Towards an understanding of risk behavior: an AIDS Risk Reduction Model ( ARRM). Health Educ Q 1990; 17: 53-72.).
Gli interventi sul singolo paziente, condotti da una mediatrice culturale della stessa etnia opportunamente preparata, erano articolati in tre sessioni di circa 2 ore ciascuno, ed effettuati a distanza di una settimana l' uno dall' altro.
Gli argomenti affrontati sono stati: 1) Riconoscimento del rischio, 2) Insegnare il cambiamento, 3) Acquisizione capacita'/abilita' nel controllare il proprio comportamento.
Al completamento del ciclo e' stato previsto un follow up a 1, 3 , 6 mesi. La verifica del raggiungimento degli obbiettivi proposti dal modello e' stata fatta utilizzando un apposito questionario le cui risposte permettevano di valutare se
a) il paziente sapeva di trovarsi in una situazione di rischio infettivo,
b) era in grado di fare scelte autonome (in tema di prevenzione di MTS,
c) aveva acquisito la capacita'/ abilita' di controllare il proprio comportamento,
d) identificava l' ambulatorio come punto di riferimento per le proprie necessita'.

Risultati.
Si riferiscono a 5 mesi di attivita'. 11/33 (33%) prostitute nigeriane hanno completato il ciclo e di queste 10/11 si sono presentate al follow up. 3/11 al momento dell' intervista risultavano essere uscite dal giro della prostituzione, mentre altre 3 hanno richiesto aiuto al centro ed hanno successivamente denunciato l' organizzazione che le sfruttava. Dei restanti 22 soggetti, 7 donne hanno interrotto le sedute dopo 2 colloqui, mentre le rimanenti 9 e nessuno dei sei uomini hanno voluto completare gli interventi educativi. La non compliance sembrerebbe correlarsi ad un piu' basso punteggio iniziale, di cui alle lettere a,b,c,d, ed all' impossibilita', almeno per le donne di avere un alternativa diversa dalla prostituzione.
All' arruolamento nessuno identificava l' ambulatorio come punto di riferimento, mentre lo e' diventato per le donne che hanno completato gli interventi educativi.
Riteniamo positivi i dati raccolti attraverso questa iniziale esperienza "tutta da costruire": non solo e' ricca di elementi da approfondire, ma se adeguatamente pianificata potra' permettere di intervenire in modo piu' completo sul problema della prevenzione.


produzione scientifica

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