L'inserimento di un servizio per immigrati all' interno di una U.O di Malattie Infettive ha richiesto impegno di personale e di ore dedicate al di fuori dell' orario effettivo di ambulatorio.
I problemi emersi non riguardavano tanto gli aspetti diagnostico-terapeutici, quanto la gestione complessiva del paziente con tutti i problemi connessi allo stato di immigrato, in particolare se la prostituzione ne rappresentava la connotazione più evidente.
Si e' ravvisata la necessità di coinvolgere altri operatori che aiutassero il medico nel problema della traduzione (lingua, e cultura del paese d' origine) come anche in interventi mirati alla prevenzione di malattie infettive trasmissibili, in particolare AIDS e MST.
Inizialmente i collaboratori sono stati volontari dell' ospedale, dal settembre de1 1998 mediatori culturali. L'intervento dei mediatori ha rappresentato una svolta qualitativamente importante dal punto di vista dell'offerta; ha corrisposto, almeno in questa fase di rodaggio, ad un maggiore impegno dei medici dedicati ad attività "diverse" da quelle cui erano abituati: formazione dei mediatori, controllo e revisione pressochè costante del loro lavoro.
Il bacino d'utenza dell' ambulatorio immigrati dal 1996 al 1999 è rappresentato in tabella 1: sono elencati, per ogni anno, i nuovi pazienti suddivisi per sesso, N° visite, area di provenienza, scolarità. Solo il 5-7% dei pazienti era in possesso del permesso di soggiorno.
Le risorse impegnate sono state:
Considerazioni
Tra il 1996 ed il 1999 l' incremento dei pazienti e delle visite e' stato, rispettivamente, del 31% e del 38%. Nella realtà del nostro ambulatorio le aree complessivamente più rappresentate sono state quelle dell' Africa sub - Sahariana e del Nord Africa (tab.1).
Il personale impegnato è andato complessivamente aumentando (tab.2,3,4) con l' inizio dello sviluppo del progetto (settembre 1998), che ha anche coinciso con l' assunzione del primo mediatore culturale (il secondo e' stato assunto nel settembre 1999).
L' inserimento dello psicologo e dello psichiatra ha permesso, grazie anche alla collaborazione dei medici dell' ambulatorio, di iniziare a formare i mediatori sui temi della prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili. In pratica confrontando i dati del 1996 e del 1999, l' incremento ore/anno, comprensivo dei differenti operatori, e' risultato del 170%; non giustificato certamente dal più modesto incremento di nuovi pazienti e di visite/anno.
L' impegno maggiore e' riconducibile soprattutto al tempo dedicato alla formazione, revisione costante dei mediatori e controllo del compito che gli era stato affidato. In pratica si e' cercato di costruire un modello utile a sviluppare la figura di un collaboratore che gestisse soprattutto le tematiche relative alla prevenzione ed alla modifica di comportamenti a rischio in soggetti della stessa etnia. Risultati "valutabili" saranno possibili in tempi più lunghi; per ora, si può solo affermare che tale scelta ha le premesse per diventare qualitativamente importante.
I costi per prestazioni effettuate in soggetti senza permesso di soggiorno (sono stati conteggiati solo gli esami ed i farmaci distribuiti attraverso l' ambulatorio), sono riportati nelle tabelle 6-9; riteniamo importante il monitoraggio, alla luce delle recenti possibilità di poter accedere a finanziamenti che ogni regione dovrebbe appositamente predisporre a questo scopo.
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