immigrazione e salute
L'ambulatorio immigrati


L'ambulatorio immigrati
L'infezione HIV e le malattie a trasmissione sessuale evidenziano importanti problematiche di sanità pubblica soprattutto nella popolazione immigrata clandestina.
Dal punto di vista infettivologico, il costante aumento di queste patologie richiede interventi di natura diagnostico-terapeutica e, soprattutto, di prevenzione.
Nel 1994, in seguito alla crescente richiesta di accertamenti per patologia infettiva, è nata l'esigenza di avviare, presso la Divisione "B" di malattie infettive, un ambulatorio per immigrati.
Il servizio, attivo due giorni alla settimana in rapporto alle esigenze dell'utenza, accoglie tutti i soggetti con patologia infettiva, regolari e non, che vi giungono spontaneamente o che sono inviati da centri di accoglienza. In effetti, al di fuori degli interventi d'urgenza, l'accesso di un immigrato in ospedale viene regolato da una struttura filtro rappresentata, nella maggior parte dei casi, dai centri di accoglienza del volontariato.
A Torino un filtro importante è rappresentato dai centri ISI (Informa Salute Immigrati) e dal SERMIG; in queste sedi avviene la prima valutazione clinica del paziente e la definizione del bisogno sanitario.
Nell'organizzazione dell'attività sanitaria nei confronti della popolazione immigrata è necessario concepire l'ambulatorio come il luogo in cui, oltre all'accettazione del paziente e alla compilazione della cartella clinica, si valuta il grado di conoscenza sul rischio infettivo correlato alle abitudine sessuali.
Gli obiettivi fondamentali dell'ambulatorio sono:

  1. garantire assistenza a tutti i cittadini stranieri, anche non regolari, che si presentano al centro con patologia infettiva;
  2. valutare i fattori di rischio correlati all'infezione HIV e/o alle malattie sessualmente trasmesse (MST);
  3. offrire una risposta di tipo transculturale al bisogno di salute degli immigrati;
  4. implementare un programma di educazione sanitaria per prevenire il rischio di infezione HIV/MST;
  5. valutare la compliance, l'aderenza ai controlli e alle terapie.

L'identificazione dei soggetti a rischio viene fatta mediante la compilazione di un questionario in cui vengono richieste risposte sulla scolarità, sulle abitudini sessuali, sulle conoscenze in tema di AIDS e di altre infezioni a trasmissione sessuale ed, infine, sull'impiego del profilattico. Questi dati rappresentano il presupposto per gli interventi di counselling e di educazione sanitaria necessari per la modifica dei comportamenti.
Attualmente operano all'interno dell'ambulatorio due medici, due mediatrici socioculturali e un infermiere con specifica formazione. Il lavoro, condotto in maniera congiunta da queste figure professionali, mira sia a rispondere alla domanda di salute, sia ad instaurare un rapporto paritario di integrazione.

Caratteristiche socio-demografiche dell'utenza dell'ambulatorio immigrati
L'ambulatorio per immigrati della Divisione "B" rappresenta un valido osservatorio epidemiologico per l'analisi dei differenziali migratori della popolazione straniera affetta da patologie infettive presente, in modo regolare o irregolare, nel territorio cittadino.
Dall'istituzione del servizio nel 1994 al mese di ottobre '99 sono complessivamente afferiti all'ambulatorio 780 immigrati, di cui 268 regolari, 486 irregolari 26 non noti, provenienti principalmente dall'Africa sub-Sahariana e dall'Europa dell'Est.
La figura 8.1 mostra l'andamento dell'afflusso di immigrati presso l'ambulatorio nel periodo 1994-99.
La tabella 8.1 confronta le percentuali di presenza, per zona di origine, nell'ambulatorio immigrati con quella dei cittadini stranieri residenti a Torino. Deve, però, essere precisato che i dati sulla residenza si riferiscono al possesso di permessi di soggiorno, mentre coloro che usufruiscono dell'ambulatorio immigrati sono per lo più irregolari. Ciononostante, la comparazione può essere considerata indicativa per valutare l'accesso al servizio.
L'analisi grezza dei dati (Fig. 8.2a) indica, sul totale complessivo (780), una leggera prevalenza del sesso maschile (394) su quello femminile (386). Tuttavia disaggregando i dati (Fig. 8.2b) ed, in particolare, evidenziando la componente sub-sahariana dell'Africa (Africa 1) si può notare un netto aumento della popolazione femminile proveniente, da quest'ultima area geografica e dal Sud America.
Per le donne di nazionalità Sud-Americana, questo aumento è essenzialmente determinato dalla maggiore facilità a reperire un lavoro come colf o come assistente di persone anziane.
Viceversa l'aumento delle donne africane, ed in particolare di quelle nigeriane, è strettamente legato al dilagare della prostituzione. L'immigrazione organizzata e massiccia delle donne nigeriane, per lo più clandestine, rappresenta uno degli aspetti nuovi dell'immigrazione extracomunitaria.
La tabella 8.2 confronta, per sesso e per zona di origine, la popolazione di immigrati residenti a Torino con quella afferente all'ambulatorio immigrati nell'anno 1998.
L'età media registrata tra gli immigrati dell'ambulatorio è di anni 29.15± 8.9 (R = 7-75).
La figura 8.3 confronta gli stranieri regolarmente presenti in Torino suddivisi per classi di età, con quelli registrati presso l'ambulatorio Immigrati, nell'anno 1998.
Il livello d'istruzione degli utenti dell'ambulatorio immigrati può essere considerato medio alto in sostanziale accordo con i dati relativi alla popolazione straniera residente a Torino (Fig. 8.4a,b).
L'analisi dei dati socio-demografici permette di tracciare il profilo epidemiologico della popolazione immigrata a Torino che accede ad un servizio specialistico infettivologico.
Le caratteristiche di questa utenza sono, per età, sesso, area di provenienza, pressoché sovrapponibili a quelle della popolazione straniera residente a Torino.
In linea generale il profilo epidemiologico dell'immigrato è quello di una persone giovane, tendenzialmente in buona salute, con problemi relativi alla variazione climatica, ad una cattiva alimentazione, alle condizioni igieniche scadenti e al sovraffollamento abitativo.

Tabelle




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