immigrazione e salute
I caratteri dell'immigrazione


Caratteristiche socio-demografiche della popolazione immigrata a Torino

L'immigrazione che ha interessato il capoluogo piemontese, ha subito alcune trasformazioni provocate essenzialmente dai principali interventi legislativi che negli anni scorsi hanno tentato di riorganizzare questo fenomeno. La figura 3.3 mette in evidenza le variazioni che i provvedimenti di regolarizzazione e le sanatorie hanno apportato all'immigrazione straniera regolarmente residente a Torino.
Attualmente Torino sta entrando in una fase di cambiamento che consiste nel passaggio dalla provvisorietà alla stabilizzazione.
I principali fattori che caratterizzano questa fase sono riconducibili a:

  • presenza decennale di alcune popolazioni straniere;
  • basso tasso di emigrazione;
  • aumento dei ricongiungimenti;
  • aumento delle famiglie con progetto migratorio permanente.

Gli stranieri regolarmente residenti a Torino alla fine del 1998 sono 29.225 con un aumento di 3.059 unità rispetto all'anno precedente e con un incremento percentuale di +10,47%. L'incidenza degli stranieri sulla popolazione residente è pari al 3,2%.
Si registra, inoltre, un incremento della popolazione femminile (1.725 nuovi arrivi) rispetto a quella maschile (1.334 nuovi residenti) che conferma la tendenza, già in atto da anni, di una progressiva ricostituzione dei nuclei famigliari e di una maggiore opportunità lavorativa per le donne.
Per alcune aree geografiche come l'Europa orientale e l'ex Unione Sovietica la preminenza femminile è evidentissima. (Tab. 3.4)
La distribuzione geografica per area di provenienza vede l'aumento numericamente più consistente negli stranieri giunti dall'Africa (+1.201 presenze) anche se, dal punto di vista percentuale, l'incremento maggiore riguarda gli arrivi europei extracomunitari dall'area balcanica e dall'Europa orientale. (Fig. 3.4)
Per quanto riguarda i paesi di partenza, gli immigrati dal Marocco mantengono il primo posto (7864, circa il 10% in più rispetto al 1997), seguiti dai peruviani (1848 + 14%), i rumeni (1643 +27,3%), i cinesi (1588 + 13,3%), i filippini (1290 + 10,5%),gli albanesi (1164 + 25,5%), gli egiziani (1052 + 8,56%), i nigeriani (1000 + 11%) e i somali (873 + 3,67%). (Fig. 3.5)
Nel territorio torinese la geografia della distribuzione straniera è la seguente: (Fig. 3.6-3.7)

  • Circoscrizione 1 (Centro-Crocetta): 16% degli immigrati residenti
  • Circoscrizione 2 (S. Rita- Mirafiori): 4,75%
  • Circoscrizione 3 (S. Paolo-Cenisia-Pozzo Strada): 11,32%
  • Circoscrizione 4 (S. Donato-Campidoglio-Parella): 9,89%
  • Circoscrizione 5 (M. di Campagna-Borgata Vittoria-Le Vallette): 7,42%
  • Circoscrizione 6 (Barriera di Milano-Regio Parco-Falchera): 12,20%
  • Circoscrizione 7 (Vanchiglia-Aurora- Madonna del Pilone): 16,5% concentrati soprattutto nella zona di porta Palazzo;
  • Circoscrizione 8 (S.Salvario-Cavoretto-Borgo Po): 12,6%
  • Circoscrizione 9 (Nizza Millefonti- Lingotto-Mercati Generali): 6,83%
  • Circoscrizione 10 (Mirafiori Sud): 4,75

Le famiglie con almeno un componente straniero sono aumentate dell'8,23% rispetto al 1997, ma sono soprattutto aumentate le famiglie con due componenti stranieri (+ 10%); quelle con tre componenti stranieri (+ 20% circa); quelle con quattro componenti stranieri (+ 30% circa).
Per quanto riguarda le classi d'età l'incremento percentuale maggiore si registra nella fascia più giovane (da 0 a14 anni) con un totale di + 25%. Tale aumento è particolarmente marcato per l'area americana (+ 36%). La classe più consistente rimane però quella dai 30 ai 40 anni che rappresenta il 38% del totale degli stranieri (con una punta del 43% per gli immigrati dall'Africa).(Fig. 3.8)
I dati relativi al titolo di studio confermano, tra i registrati all'anagrafe, un aumento degli analfabeti. Si tratta per il 56% di donne e fra queste il 61% è rappresentato da cittadine marocchine. Parallelamente diminuiscono sia i diplomati che i laureati. E' possibile che i nuovi arrivati dichiarino titoli di studio bassi non corrispondenti alla realtà; la spiegazione di questo fatto potrebbe risiedere nella estrema rigidità con cui vengono accettate le nuove schede d'iscrizione che prevedono non l'autocertificazione ma la consegna effettiva del titolo di studio.(Fig. 3.9)
L'analisi di questi dati dimostra che lo stereotipo con cui si è abituati a identificare l'immigrato continua a mutare. L'aspetto migratorio della città di Torino è sempre meno "maghrebino" e sempre più europeo; sempre meno giovane-adulto e sempre più minorenne; sempre meno maschile e sempre più famigliare. Il processo di stabilizzazione è ampiamente avviato ed è dimostrato dall'aumento dei regolari e dei ricongiungimenti.
Una gestione più attenta del fenomeno migratorio è quindi un obiettivo che non si può rimandare non solo rispetto al controllo dei flussi in ingresso ma soprattutto nell'attuazione delle politiche di inserimento degli stranieri per prevenire tensioni e conflitti in una società che è ormai dichiaratamente multietnica.

Tabelle




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