immigrazione e salute
Cittadini stranieri ed assistenza sanitaria


Il Decreto Legislativo 25/luglio/1998 n° 286 completa, dal punto di vista concettuale, l'aggiornamento della normativa sanitaria nei confronti dei cittadini extracomunitari. L'impostazione giuridica di questo decreto è sicuramente innovativa ed avanzata sia in ambito europeo che nel contesto della ridefinizione delle politiche sociali e sanitarie dei paesi occidentali e permette l'accesso ordinario alle prestazioni preventive, curative e riabilitative da parte dei cittadini stranieri presenti, in maniera regolare o irregolare, nel nostro paese.
Questo decreto prevede l'equiparazione, ai fini assistenziali e contributivi, dei lavoratori stranieri e dei loro familiari in possesso di regolare permesso di soggiorno, con obbligo di iscrizione al S.S.N. (art. 34)
Anche gli stranieri con permesso di soggiorno per motivi di studio possono iscriversi al SSN ma, in questo caso, l'iscrizione non è ritenuta valida per i famigliari a carico. (art. 34)
Per poter usufruire delle strutture sanitarie gli stranieri immigrati devono corrispondere le tariffe determinate a livello di singola regione. (art. 34) Il Decreto 286/98 prevede, altresì, una clausola di tutela (art. 35), stabilendo che anche chi non è in regola con l'iscrizione al SSN può usufruire di alcune prestazioni mediche urgenti, soprattutto in riferimento a:

  • tutela della gravidanza e della maternità,
  • tutela della salute dei minori,
  • vaccinazioni,
  • interventi di profilassi internazionale,
  • cura delle malattie infettive.

"Ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno, sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorchè continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva […]" (art. 35)
La garanzia di accesso ai servizi sanitari contenuta in queste norme, deve necessariamente tradursi in politiche locali (Regioni e Aziende Sanitarie), che ne semplifichino l'attuazione e facilitino la fruizione reale delle prestazioni.
Attualmente, la disinformazione dei servizi sanitari nei confronti della nuova normativa rende frammentaria e disomogenea la risposta al bisogno di salute del cittadino straniero. Soprattutto manca un adeguato flusso informativo di dati che permetta di monitorare il fenomeno a livello centrale e mancano gli strumenti di controllo necessari per la verifica delle prestazioni e dei servizi offerti.
I dati disponibili a livello nazionale si presentano, infatti, scarsi, incompleti e di difficile lettura in quanto non ci sono criteri uniformi per definire il soggetto assistito. Migliore è, invece, la situazione a livello locale, di alcune aree geografiche, dove molte ricerche, talora a carattere multicentrico, permettono di definire il profilo sanitario del cittadino straniero immigrato e di indicare il suo bisogno di salute. Questi dati, forniti soprattutto dalle organizzazioni di volontariato, indicano un progressivo rispetto delle norme che sanciscono il diritto alla salute per tutti.
E', infine, necessario attivare nuovi progetti di promozione della salute mirati alle aree maggiormente a rischio e sperimentare nuovi approcci di tipo epidemiologico, preventivo e terapeutico per l'attuazione dei quali gli operatori sanitari dovranno imparare a muoversi soprattutto nell'ambito relazionale, dei rapporti interpersonali e della comunicazione con l'utente straniero.

L'accessibilità ai servizi: il Servizio Sanitario Nazionale
In Italia, a partire dagli anni '80, si è assistito ad una grande innovazione nell'ambito del sistema salute. Il Servizio Sanitario Nazionale istituito con la legge 833/78 rappresenta l'ultimo stadio di evoluzione dei sistemi sanitari. Esso è caratterizzato dall'assunzione, da parte dello Stato, della tutela della salute di tutti i cittadini senza distinzione e si basa su cinque principi essenziali:

  • la Repubblica è soggetto attivo della tutela della salute;
  • la tutela della salute è assicurata da un sistema organico ed integrato di funzioni;
  • la tutela della salute è garantita a tutta la popolazione, in condizioni di eguaglianza;
  • la gestione del SSN deve garantire la partecipazione della popolazione;
  • la gestione del SSN deve garantire il coordinamento ed il collegamento con le attività sociali.
L'obiettivo prioritario di questa legge è, quindi, quello di migliorare l'accesso alle strutture sanitarie, garantendo trattamenti di natura preventiva, curativa e riabilitativa.
In senso geografico, parlare di accessibilità ai servizi significa valutare l'insieme dei fattori che influenzano la partecipazione dell'individuo al sistema sanitario. L'accessibilità può essere considerata secondo quattro fattori fondamentali:
  • accessibilità spaziale: prende in considerazione la distanza che l'utente deve percorrere per poter accedere ad una determinata struttura sanitaria;
  • accessibilità temporale: valuta il tempo necessario all'utente per raggiungere una struttura sanitaria ed usufruire del servizio;
  • accessibilità sociale: ossia l'attenzione posta nei confronti delle caratteristiche culturali, religiose, sociali dei differenti gruppi etnici che possono incidere sullo stato di salute e sul ricorso alle strutture sanitarie;
  • accessibilità finanziaria: si riferisce alle modalità di finanziamento dei vari servizi (a carico dello Stato, del paziente, di società assicurative).

Un grosso problema della medicina dell'immigrazione è proprio rappresentato dall'accesso ai servizi da parte del cittadino straniero. Questo è fortemente condizionato da una molteplicità di fattori culturali, giuridici, psicologici. Un ruolo pregnante assumono, inoltre, il grado di integrazione nel paese ospite, la condizione sociale, la conoscenza della lingua, l'eventuale stato di clandestinità e la fiducia nella medicina occidentale.
A questo proposito va ricordato che la "cultura sanitaria" dello straniero può essere condizionata da forme di cure alternative alla medicina ufficiale che sono indicate come medicina tradizionale e che variano da paese a paese. Queste forme vengono a volte introdotte dallo straniero nel territorio di immigrazione per mantenere salda la propria cultura d'origine e rappresentano, nella maggior parte dei casi, reali difficoltà nell'accesso ai servizi sanitari del paese ospitante.
Oltre a queste variabili, altri indicatori agiscono sull'utilizzo dei servizi. Si tratta di indicatori legati alla storia dell'individuo immigrato quali, ad esempio:

  • l'età, rappresentata generalmente dall'età produttiva adulta ma che può interessare, in alcuni casi, le fasce più estreme (bambini e anziani);
  • il sesso, con una predominanza di quello maschile su quello femminile;
  • la qualità dello status di migrante, inteso non solo come tempo di permanenza, ma soprattutto come quantità di tempo impiegato per l'inserimento nella nuova società, in termini di apprendimento della lingua, di processo lavorativo, di stabilizzazione del nucleo famigliare.

Infine, una particolare attenzione deve essere rivolta ai sintomi ed alla percezione del dolore indicati come elementi centrali su cui si basa il ricorso ai servizi sanitari.
Sulla base di questi presupposti l'operatore si pone come figura educativa all'uso dei servizi e più in generale nella risposta al bisogno di salute.




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