immigrazione e salute
I caratteri dell'immigrazione


La situazione piemontese
La presenza straniera in Piemonte si è consolidata negli ultimi venticinque anni. Dalla metà degli anni '80 in poi, il numero di immigrati, il loro inserimento nel mondo del lavoro, la loro integrazione sociale è cresciuta con regolarità accompagnata da varie regolarizzazioni.
In assenza di norme e regolamenti che consentano un accesso graduale e regolare dei flussi migratori, le sanatorie rappresentano il principale strumento con cui il governo italiano ha affrontato il problema dell'immigrazione.
I dati presentati in questo capitolo provengono sia dal Ministero dell'Interno che dall'Osservatorio Statistico Provinciale sugli Stranieri nella provincia di Torino, istituito presso la prefettura nel 1997, con lo scopo di raccogliere i differenti dati statistici sull'immigrazione.
A questo Osservatorio partecipano: la Regione, la Provincia, il Comune di Torino, l'ISTAT, la Questura, il Provveditorato agli Studi, la Direzione Provinciale del Lavoro, l'Agenzia per l'Impiego, la Camera di Commercio. L'integrazione tra queste fonti è abbastanza difficoltosa e questo comporta differenze quantitative che non vanno tuttavia enfatizzate.

Gli stranieri residenti in Piemonte (Fig. 3.2), secondo il Ministero dell'Interno al 1° gennaio 1997 sono 63.169 di cui 36.579 maschi e 26.590 femmine. (Tab. 3.1)

Le varie ondate migratorie sono state, inizialmente, soprattutto maschili, di nazionalità senegalese, marocchina, albanese e, in misura lievemente inferiore, femminili di provenienza somala, filippina e peruviana.
Per ciò che concerne la provenienza geografica, complessivamente, l'area più rappresentata è quella africana (26.593), seguita dall'Europa (23.265), dall'America (6.818) e dall'Asia (6.360); un'analisi più attenta dei dati evidenzia una netta predominanza della popolazione femminile proveniente rispettivamente dall'America, dall'Oceania e dall'Asia.(Tab. 3.2).

I ricongiungimenti famigliari tendono a riequilibrare, negli anni, tutte le provenienze.
Dall'analisi dei dati delle diverse fonti a livello territoriale e periferico, è possibile affermare che in tutto il Piemonte è in corso un processo di stabilizzazione determinato dall'aumento dei regolari e dai ricongiungimenti.
La stabilizzazione non rappresenta, tuttavia, un fenomeno uniforme e avviene, generalmente, per inserimento in "nicchie territoriali e settoriali" al di fuori dell'area metropolitana di Torino e delle province maggiori.
Sono nicchie riconosciute a livello regionale quelle dei muratori marocchini, degli agricoltori albanesi, degli iraniani nel commercio di tappeti, dei sarti centro-africani, dei cuochi e pizzaioli egiziani, delle colf filippine e delle donne peruviane nell'assistenza agli anziani.
Il primo motivo della presenza di stranieri in Piemonte è ancora rappresentato dal lavoro per gli immigrati di sesso maschile, e dalla famiglia per il sesso femminile (Tab. 3.3).

Tabelle



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