30 secondi che salvano la vita !

LA RIANIMAZIONE CARDIO - POLMONARE 

 

 ( RCP )

L'arresto del cuore e della respirazione (arresto cardio-respiratorio) è una evenienza drammatica, improvvisa ed inaspettata , che può capitare, per svariati motivi, anche a soggetti sani e richiede un intervento immediato e specifico che da solo salva la vita del paziente; l'arresto cardiorespiratorio si verifica nella maggior parte dei casi al di fuori delle strutture ospedaliere, per cui è indispensabile che tutti conoscano almeno i principi di base della Rianimazione Cardio- Respiratoria : in particolare gli addetti alle comunità, i vigili del fuoco, i vigili urbani, le forze di polizia, gli appartenenti alla protezione civile, i membri di club sportivi ecc.

IN COSA CONSISTE: La Rianimazione cardio- respiratoria consiste nel fare riprendere a battere il cuore e nel fare arrivare ossigeno ai polmoni : queste 2 sole e semplici cose salvano la vita al paziente.

QUANDO SI FA: In tutti i casi di arresto cardiaco e respiratorio con paziente privo di coscienza e senza polso.

QUANDO NON SI FA: Quando l'arresto cardiaco e respiratorio risale a molto tempo (oltre mezz'ora) o quando esso è dovuta alla fase terminale di una grave malattia incurabile (es.: tumore) o nel politraumatizzato grave.

COSA OCCORRE: Assolutamente nulla. La CPR viene eseguita senza alcuna strumentazione.

COME SI FA: Se il soccorritore è da solo: Si distende il soggetto da rianimare per terra o sopra una superficie rigida, gli si mette sotto il collo un rotolo qualsiasi ( in modo che la testa si distenda all'indietro; l'operatore, in ginocchio a fianco del soggetto da rianimare comincia con le mani sovrapposte palmo su dorso, ad esercitare un' energica pressione sul torace ( in corrispondenza dello sterno) seguita da un rapido rilasciamento, a ritmo sostenuto 80-100 compressioni al minuto ( cioè più di una compressione al secondo).Subito dopo, deve fare 2 insufflazioni di aria direttamente nella bocca del paziente, prendendo prima una bella boccata di aria e avendo cura di fare aderire le proprie labbra a quelle del paziente e di chiudergli, con le dita, le narici per evitare che l'aria immessa invece di andare nei polmoni, fuoriesca da questa parte. Ogni 30 compressioni deve fare 2 insufflazioni di aria direttamente nella bocca del paziente come aveva fatto all'inizio.

Se i soccorritori sono in due: Si eseguono le stesse identiche manovre e nello stesso tempo  di quando si è soli. (Fino a poco tempo addietro veniva insegnato di eseguire 2 insufflazioni iniziali seguite da 15 compressioni toraciche.)

Leonard Cobb (University of Washington, Seattle, USA) e collaboratori, hanno compiuto uno studio osservazionale per verificare se l’esecuzione della manovra di rianimazione cardiopolmonare (CPR) per circa 90 secondi prima della defibrillazione del paziente con un defibrillatore esterno automatico, producesse un miglioramento della sopravvivenza.
La CPR è associata ad un miglioramento della sopravvivenza dal 24% al 30%.
La percentuale dei sopravvissuti con una buona funzione neurologica alla dimissione è aumentata dal 71% al 79%.

[JAMA 1999; 281: 1182-1188]

UOC Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza - Ospedale "R. Guzzardi" di Vittoria

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