Servizio di Pronto Soccorso Ospedale "R.
Guzzardi" di Vittoria - ASL7 Ragusa
Anestesia e Rianimazione, Ospedale Buccheri La Ferla, Palermo
Organizzazione e risorse
per il reparto di rianimazione "toxicology-oriented"
nell'ospedale generale: analisi retrospettiva di 7 anni di
attività
Pignataro A.,
Burgio G., Lanza V., Passafiume M.
Servizio di Anestesia e
Rianimazione, Ospedale Buccheri La Ferla, Palermo
Abbiamo
condotto una ricerca di tipo retrospettivo sui pazienti
ricoverati presso la Rianimazione (UTIR) dell'ospedale Buccheri
La Ferla di Palermo; scopo della ricerca è stato quello di
studiare i pazienti ricoverati per intossicazioni acute così da
poter trarre l'andamento di ricoveri di questi pazienti negli
1993-1999. L'ipotesi che abbiamo voluto verificare è se la
presenza di personale medico con una specializzazione in
tossicologia clinica abbia influenzato il tipo di pazienti che
fanno riferimento ad una rianimazione generale come quella in
esame.
Abbiamo indagare le diverse
patologie tossiche che sono afferite nella nostra rianimazione e
i medicamenti specifici utilizzati, così da stabilire la
necessità di un deposito di alcuni antidoti nel nostro ospedale
e la ricerca di antidoti in altri ospedali nella zona geografica
nella quale ricade il nostro ospedale.
Negli
anni 1993 e 1994 la raccolta dei dati clinici è avvenuta
utilizzando una scheda cartacea, mentre dallanno 1995
la nostra rianimazione adotta una cartella informatizzata per la
memorizzazione dei dati e per il monitoraggio dei pazienti
ricoverati (vedi fig.1 e 2). Tale sistema usa un programma della
Microsoft, Access 97. Sono state poste delle query riguardanti in
numero dei pazienti intossicati ricoverati in rianimazione negli
anni considerati, la suddivisione per sesso, la mortalità e il
destino di detti pazienti. Abbiamo inoltre verificato la
frequenza percentuale delluso dei diversi antidoti. I dati
ottenuti sono stati sottoposti allanalisi statistica
utilizzando il test C2.
![]() |
figura 1
Il
numero totale di pazienti intossicati negli anni 1993-1999 è
stato 171. Le donne hanno rappresentato il 60% dei ricoverati
(uomini = 40%). L'età media è stata 38 anni. La mortalità
complessiva in questo gruppo di pazienti negli anni considerati
è stata del 3,5%, mentre la mortalità degli intossicati sul
totale dei pazienti ricoverati in UTIR è stata di 0,44%. Dopo il
ricovero il 69% dei pz. (n = 92 ) sono stati trasferiti in altri
reparti, il rimanente (41 pz = 31%) sono stati dimessi.
L'incremento dei ricoveri per anno (tabella 1) ha mostrato una
significativa statistica (p < 0,05) negli anni '95 e '99. Gli
antidoti utilizzati sono stati: carbone attivo (26,4%), solfato
di magnesio (15%), pralidossima (9%), atropina (10%), anexate
(11%), naloxone (5%), sodio bicarbonato (5%), N-acetilcisteina
(1,1%), siero antivipera (1,1%).
![]() |
Discussione
La
popolazione di pazienti che necessita di ricovero in una
rianimazione generale varia per le diverse patologie che
necessitano un trattamento rianimatorio, tra queste si possono
annoverare diversi tipi di patologie tossicologiche; la nostra
esperienza ha mostrato un incremento significativo dei pazienti
ricoverati per patologia tossica per un trattamento terapeutico
invasivo o per un monitoraggio continuo dopo lo specializzarsi di
alcuni componenti del nostro staff in tossicologia clinica. Tale
evidenza ha messo in luce come il trattamento di patologie
tossiche può giovarsi della rianimazione per una migliore prognosi
del paziente intossicato in condizioni critiche. In queste
occasioni il peso degli antidoti varia in relazione
alla loro efficacia (1). Esistono, inoltre, diversi tentativi di
suggerire linee guida sullo stoccaggio di antidoti che devono
esser disponibili negli ospedali dotati di pronto soccorso (2-6).
La necessita di una disponibilità di antidoti per una
rianimazione di interesse tossicologico ha fatto proporre diverse
liste di antidoti che dovrebbero esser reperibili a tal scopo
(7). Dalla nostra esperienza sembra molto più utile e
certamente meno costoso orientare il deposito di antidoti
presenti nella nostra farmacia verso le patologie tossicologiche
che più frequentemente abbiamo riscontrato nella nostra area
geografica; tendiamo a potenziare lidea di creare una
rete, disponibile anche su Internet, di riserva degli antidoti
presenti in altri ospedali che ricadono sulla stessa area
geografica del nostro ospedale.
Bibliografia
1.
Jacobsen D. The relative efficacy of antidotes. J
Toxicol Clin Toxicol
1995;33(6):705-8
2. Woolf AD; Chrisanthus K. On-site
availability of selected antidotes: results of a survey of
Massachusetts hospitals. Am J Emerg Med 1997
Jan;15(1):62-6
3. Dart RC; Stark Y; Fulton B;
Koziol-McLain J; Lowenstein SR. Insufficient stocking of
poisoning antidotes in hospital pharmacies. JAMA 1996 Nov
13;276(18):1508-10
4. Teresi WM; King WD. Survey of the
stocking of poison antidotes in Alabama hospitals. South Med J
1999 Dec;92(12):1151-6
5. Chyka PA; Conner HG. Availability
of antidotes in rural and urban hospitals in Tennessee. Am J Hosp
Pharm 1994 May 15;51(10):1346-8
6. Ong H-C., Yang C-C., Deng
J-F. Inadequate stocking of antidotes in Taiwan: is it a serious
problem? J Toxicol Clin Toxicol 2000; 38(1), 21-28
7. Pettit HE; McKinney PE; Achusim LE; Lindsey DC. Toxicology cart for stocking sufficient supplies of poisoning antidotes. Am J Health Syst Pharm 1999 Dec. 15;56(24):2537-9.
Tabella 1.
Pazienti intossicati trattati in UTIR negli anni 1993-1999

torna al MENU PRINCIPALE