Francesco Alfieri's "La Scherma" (1640)

Parte Seconda

Capitolo 14

Del ferire cou is canzo di vita

Qui si dimostra come ssuggendo il colpo con iscanzo di corpo ci potiamo impadronire della altrui vita, Il cavaliere 26, se ne stava in Quarta, e presa risoluzione di stringer per di dentro la spada nemica arrivato a dominare il debole, si e spinto avanti di pie fermo colla botta, ma il feritore osservando il moto, e il tempo, ha portato il corpo fuora di presenza, e nel medesimo istante ha slongata velocamente la ferita.

Puo ancora per la linea B, incontrare col forte il debole della spada, e distendere la botta di pie fermo nel viso, e se il nemico e primo a trare, formara in C, una seconda bassa, e per la linea A, voltara il mandritto che vediamo disegnato.

Concludo finalmente, che il feritore facendo con artifizio qualche discoperto nel petto per di dentro della spada, se il nemico slongara la botta, si potra conseguire la istesso effetto scanzando colla vita il colpo, e lassandolo correre senza offesa come mostra la figura 27.

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