Francesco Alfieri's "La Scherma" (1640)
Parte Seconda
Capitolo 18
Del ferire l'inimico nel passar de pie manco

Non e operazione dove si ricerchi maggior circospezione, che ne duelli, non solo per la importanza della vita, ma perche il vantaggio consiste, in un piccol moto, in un momento, e quelli che con troppa audacia vanno a bersagliare il nemico pagano con la morte la pena della loro imprudenza.
Per attenzione di quanto ho detto me habbiamo en a esempio nella presente figura.
Si ritrovava in guardia mista il Cavaliere 34. ed essendosi con artifizio scoperto fuora della spada, il cavaliere 35. stando in Quarta, e non conoscendo la astuzia, ha cresciuto col pie manco, e si e mosso velocemente a ferire, ma conoscendo il nemico il penfiero ha cavato strettamente, e gli ha piantata la botta.
Puo ancora mentre si avanza col pie parare con la mano, e per la linea A, ferirlo di Man dritto, o di rivercio, o vero cavare, e per la linea B, ferire sotto del braccio di seconda abbassando il corpo.