Francesco Alfieri's "La Scherma" (1640)

Parte Seconda

Capitolo 19

Del ferire, e torre la spada

Il ferir di primo tempo e una operazione di mosta destrezza, ma il disarmare ancora la inimico non e cosa volgare, la uno, e la altro si dimostra.

Il cavaliere 36. essemdo in terza, era discoperto di fuora della spada, il feritore e andato, al vantaggio, e arrivato in misura, ha tirata, la botta, e con la man manca storcendogli il braccio con premer la spada la ha disarmato, e ferito.

Accadera parimente questo colpo facendo una finta di dentro, e quando viene alla parata la inimico, cavando, e tirando la botta di terza come, insegna la figura 37.

E se si volesse mutar risoluzione si ferira di Quarta dentro la spada nel peto, e nella testa, o vero per la linea B, colpira sotto del braccio abbassando il corpo, e voltando la mano in seconda, e con questo finisco quanto me e parso degno da esser mostrato per quello che nella sperienza di molto anni ho raccolto appartenente alla sola spada.

Mi rivervo con tutto cio alcuni particolari che ricercano più esatta cognizione, e no meritano d’esser fatti colla stampa comuni a tutti, e sono.

Difendersi disarmato contro un pugnale, trolo al nemico, e ferirlo.

Come in luogo stretto si possa contro un armato di pugnale, e stilometter mano alla spada, e ad un tempo ferire.

Come due combattendo con la sola spada venendo pressa con la mano vestita di ferro si possi ricuperate, e levarla al nemico.

E finalmente il modo sicuro di levar la targa, o brocchiere as ogni forte braccio, e del gittar la cappa adosso il nemico, impedirgli la vista e ferirlo.

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